Dal Testamento Spirituale di don Rinaldo Fabris

30/11/2015 | Cooperatori paolini | Cultura

foto don Rinaldo Fabris

Nel pieno possesso delle mie facoltà, accetto liberamente il momento e il modo della mia morte come ritorno a Dio che mi ha creato, redento in Cristo e chiamato ad essere prete nella Chiesa.

Accetto la mia morte in unione con Gesù che è morto in croce per vivere fino in fondo la sua fedeltà al Padre e la sua solidarietà  con gli uomini fratelli e liberarli dalla paura della morte.

Con la stessa libertà e spirito di solidarietà con il Cristo e con gli uomini intendo distaccarmi dai beni che Dio generosamente mi ha messo a disposizione durante il mio cammino terreno.

Mi affido all’amore fedele e misericordioso di Dio Padre, nel quale ho sempre fermamente creduto.  La mia fiducia e speranza sono nel Signore Gesù, per il quale ho lavorato con passione e gioia.  In Lui è posta la mia sicurezza di risurrezione e di vita, conservo con amore il dono dello Spirito Santo, che ho ricevuto nei vari momenti sacramentali.

In comunione con tutti i credenti battezzati e con tutti gli uomini che in qualsiasi modo cercano Dio, mi incammino per il sentiero della luce e della vita senza fine.

Udine, Ospedale, 15 agosto 2015

don Rinaldo Fabris