La cattedrale di Sheshan

14/05/2012 | Cultura

                                                                                                    

            Le persecuzioni anticattoliche in Cina non sono un fatto   solo recente.    Esse iniziarono nella seconda metà del 1800 e   culminarono con la distruzione di numerose chiese.  A Shangai    i gesuiti pregarono intensamente la Madonna e chiesero la sua  augusta protezione, facendo voto di costruire una chiesa in suo onore, se le distruzioni li avessero risparmiati. Nacque così la chiesa di Sheshan  su una collina  nei pressi della città di Shangai. E’ il più grande edificio (alto circa 20 metri) di culto cristiano di tutta l’Asia orientale: una chiesa a forma di croce latina, secondo la struttura della basilica. Sul campanile della chiesa fu posta una statua di bronzo della Madonna. Nel 1874 papa Pio IX dichiarò che i pellegrini che si recavano a Sheshan nel mese di maggio, avrebbero ricevuto l’indulgenza plenaria.   Nel 1942 papa Pio XII  eresse la chiesa di Sheshan a basilica minore.

                        Durante la rivoluzione comunista del 1949 l’edificio e la statua subirono gravi danni.                Poi però tutto fu ricostruito, compresa la statua (alta 4,8 metri) della Madonna con il    Bambino. Nel 2000 essa è stata rimessa sulla cima del campanile.          La basilica di Sheshan è meta di numerosi pellegrini provenienti anche da lontano.                      Una strada stretta, ornata da 14 stazioni della Via Crucis, sale la ripida collina che                   porta alla chiesa. A metà strada, in uno spiazzo ci sono due cappelle dedicate al  Sacro Cuore e alla Santa Madre. Nelle vicinanze si trova l’osservatore astronomico di  Shangai, costruito inizialmente dai Gesuiti.

                           Il cardinale John Tong Hon

             E’ il settimo cardinale cinese nella storia della Chiesa. E’ nato ad Hong Kong dove era stato anche designato vescovo. E’ un profondo conoscitore delle dottrine confuciana e taoista ed ha insegnato filosofia cinese. E’ un convinto sostenitore che il dialogo e la negoziazione possano appianare le divergenze fra la Cina e la Santa Sede; in questa prospettiva la Chiesa di Hong Kong ha un ruolo di ponte.  Nato da genitori non cattolici, ha vissuto quattro anni separato da loro a causa dell’invasione giapponese. Solo nel 1945, dopo la guerra, ha potuto riabbracciare la famiglia a Canton e frequentare una scuola elementare cattolica.  Intanto la madre si fece battezzare assieme a tutta la famiglia.      Quando i comunisti assunsero il potere in Cina,

Tong si trasferì a Macao dove entrò in seminario (1951).  Nel 1964 andò a studiare filosofia e teologia a Roma, mentre era ancora   in corso il Concilio Vaticano II. Ordinato prete da Paolo VI  nel 1966, ritornò ad Hong Kong dove, trent’anni dopo, fu  nominato vescovo ausiliare della città. Nel 2009 Benedetto  XVI lo  nominò vescovo di  Hong Kong e, nel febbraio 2012,  cardinale. 

            Ad ogni cardinale  viene assegnata la titolarità di una chiesa di Roma, per significare la sua stretta unione col Papa, che è vescovo di Roma.  Così  mons. John Tong Hon il 22 aprile 2012 è diventato “prete romano” ed ha preso possesso del titolo cardinalizio nella chiesa dedicata alla “Regina degli Apostoli”, dove ha presieduto una S. Messa solenne il 22 aprile 2012.                                                       

Il santuario, dedicato a Maria Santissima,  onorata    con il titolo di “Regina Apostolorum”, è stato costruito negli anni successivi alla II guerra mondiale e consacrato nel 1954.  Divenuto parrocchia e affidato ai sacerdoti della SocietàSan Paolo, il santuario è stato elevato da Giovanni Paolo II il 4  aprile 1984 a Basilica minore.    E’ un santuario mariano a livello di Chiesa universale, voluto dal Beato don Giacomo Alberione (1884 – 1971), fondatore della Famiglia Paolina.