Pater Cornelius Dings SSS

27/06/2011 | Cultura

A quanto pare, ho ancora una missione da compiere su questa terra, disse padre Cornelius Dings, quando lo intervistarono dopo la sua”rinascita” fisica.

Era il 1998 ed egli era appena riuscito a “sfuggire” alla morte. Aveva trascorso una settimana in coma ed aveva avuto l’esperienza della pre-morte o, per dirla in forma più semplice, è stato lì lì per varcare la soglia verso l’al di là.

P. Cornelius raccontò che un uomo, che sembrava tutto San Paolo,  lo avrebbe esortato a tornare fra i viventi, abbandonando la pace profonda e la luce dell’altro mondo.  Una dottoressa, non volendo rinunciare alla rianimazione, gli massaggiò il cuore fino a farlo “rivivere“. Lei è stata la sua “salvezza terrena”.

Padre Cornelius, nato in Olanda nel gennaio 1929, era settimo di dieci figli. Suo padre era un uomo severo anche se produceva dolci. La madre aveva appena perso un figlio nel 1928 e decise di chiamare Cornelio (che significa “cuore dolce”) la sua settima creatura.  Il Nostro entrò presto nell’Ordine dei Sacramentini e studiò a Nimwegen ed a Roma filosofia, teologia, musica e storia dell’arte. Nel 1957 fu ordinato sacerdote proprio a Roma. I suoi superiori avrebbero voluto farne anche un esperto in musica, visto che aveva talento, e poi  richiamarlo in Olanda. Ma egli a Roma rimase per vent’anni – dal 1969 al 1989 –  lavorando a pieno titolo come guida turistica e collaboratore di Pastorale per il turismo nella capitale ed in altre città d’arte italiane.   Col suo entusiasmo e la sua eloquenza poté avvicinare migliaia di persone ai tesori della storia, della cultura e della religione.

Nel 1989 accettò di diventare parroco alla periferia di Klagenfurt, in Carinzia: prima a Klein Sankt Veit e poi, dal 1994, a Sankt Thomas am Zeiselberg, un paesino che egli ha trasformato in un centro “nascosto” di cultura e di religione.

Ricercate erano le sue guide turistiche, le sue prediche e le sue conferenze sull’arte – specie italiana – le quali per molti hanno rappresentato perfino un accesso al mondo della fede e dello spirito.

Il 17 maggio 1998, durante la S. Messa per la prima Comunione di alcuni bambini, crollò  improvvisamente a terra in seguito ad un infarto polmonare. Fu ricoverato in ospedale dove ebbe altri sei infarti polmonari. Così poi disse che aveva avuto sette infarti “biblici” . Ma il 26.06. 1998 ebbe un infarto del miocardio e  sperimentò la così detta “premorte“: esperienza che lo accompagnò poi tutto il resto della sua vita.

Fu allora che decise di acquistare una piccola dimora in una torre a Capena (periferia di Roma), dove poter trascorrere i freddi mesi invernali.                 In  primavera  tornava a St. Thomas e vi rimaneva fino all’inizio dell’autunno. Capena  è stata la sua seconda o terza patria.

Pochi anni dopo, nel maggio 2003,  subì anche un brutto incidente stradale che lo costrinse a due mesi di ospedale in Austria.

Chiesa, arte e cultura, soprattutto musica e fotografia, sono state sempre le sue grandi e vere passioni. Per anni ha guidato turisti in Italia, ha tenuto conferenze sull’arte italiana, servendosi anche di numerosissime ed accurate fotografie spesso da lui stesso prodotte.

L’Arte – diceva – e la Teologia parlano della bellezza e, quindi, parlano della Verità: di Dio“.

Una dolorosa malattia gli fu compagna negli ultimi mesi di vita in un ospedale di Klagenfurt.   E’ morto il 24 giugno 2010, anniversario della prima apparizione della Madonna di Medijugorje.

Padre Cornelius ha lasciato un grande tesoro di meditazioni, distribuite in omelie  ed anche in conferenze d’arte.  Parte di questo enorme patrimonio sarà pubblicato su Internet in lingua tedesca e italiana, partendo dalle tematiche a lui care, quali la vita e la morte, l’amore di Dio, Cristo Via, Verità e Vita.